I NOSTRI VINI

13 LAME



Un vino forte, strutturato, austero che suggerisce un’idea di coraggio e di riscatto. Le 13 lame rappresentano le 13 spade dei 13 cavalieri della Disfida di Barletta, episodio storico che risvegliò l’orgoglio dell’Italianità avvenuto il 13 febbraio del 1503.
13 soldati, raccolti da tutto lo stivale italico, lottarono contro 13 soldati francesi e ne uscirono vittoriosi.
Questa è la forza del 13 Lame.

AVELDIUM



Un vino bianco che racchiude il senso di un tempo che è stato, sollecita aromi e profumi di tempi antichi, di un territorio fertile, tra l’antico fiume Aveldium e l’Aufidus (Ofanto) ove le brezze marine e le acque murgiane da sempre hanno favorito la crescita di vigne speciali di Moscato Canelli.


SINE VERBA



Un vino che nel suo colore possiede un paesaggio. Strie di rosso che si susseguono nel cielo sfumano nel rosa indefinito del mare al tramonto. Staresti ore a guardarlo, da quello che un tempo era il rifugio dei pescatori, dal Trabucco, l’occhio si perde all’orizzonte, è uno spettacolo generoso che la natura concede al duro lavoro dei nostri contadini e dei nostri pescatori. Davvero senza parole.


CAPOCCIO



E’ un vino che si ispira alla forza e alla virilità. Un vino persistente, di grande struttura, che richiama nel nome uno dei cavalieri della Disfida di Barletta: Giovanni Capoccio. Meno noto di Ettore Fieramosca, ma non da meno. Massimo D’Azeglio nel romanzo lo definisce tanto abile con la spada in pugno da non invidiare nulla agli Orazi e di nobilissime origini e cuore, tanto che, anche se disarcionato non si sottrasse al combattimento diventando il vero fautore della vittoria dell’onore Italiano sui Francesi. E’ un vino che come il cavaliere di ventura va al sodo: soddisfa e vince.


GRAJAN



Non lasciatevi ingannare dal colore lieve e femmineo. Questo vino è traditore. E’ una rugiada per gli occhi dalla sfumatura rosa e giallognola. Ma vi ripeto, non lasciatevi ingannare! Partorito da uva nera, l’abilità nella lavorazione ha creato quest’ottimo vino bianco da tavola. E’ un nettare che nasce nero e finisce bianco, in un gioco di ambiguità fra ciò che è e ciò che appare. L’ho voluto dedicare a Claudio Grajano d’Asti, detto Grajan. L’unico soldato che nella Disfida di Barletta, pur essendo piemontese, decide di schierarsi al fianco dei francesi e, quando apostrofato da Ettore Fieramosca di esser traditore gli risponde sincero e velenoso che un buon soldato di ventura ha la Patria dove ha il pane. E lui un buon soldato lo era. Certe cose, benché vere, non si dicono da sobri.